iBeacon: proximity marketing e guide multimediali

Quando il mondo museale europeo era ancora intento a stampare QR code o a installare tag NFC presso ogni opera, qui in GRAFFITI si stava concludendo uno dei primi ordini al mondo su Estimote, azienda produttrice di Beacons. I primi rumors su iOS7 infatti, lasciavano intravedere quali potessero essere le novità del geoposizionamento indoor.

Con il suo penultimo rilascio, Apple annunciava infatti che il nuovo sistema operativo per iPhone e iPad avrebbe supportato questa tecnologia basata sul BLE (bluetooh low energy), in grado di determinare la prossimità di un device iOS ad un beacon.

Il funzionamento quindi è semplice: basta posizionare un beacon presso un punto di interesse, e quando la persona entra nel raggio d’azione, il device iOS riconosce la vicinanza al beacon.

Gli scenari di utilizzo che si aprono, ovviamente, sono moltissimi.

Il primo che abbiamo esplorato è proprio quello di un museo. In collaborazione con Dimension e grazie a un finanziamento di Trento Rise, abbiamo sviluppato EXplora Muse, una guida multimediale interattiva.

Con due modalità di esplorazione, una libera e una guidata, mette il visitatore al centro del museo e permette di presentare il contenuto giusto al momento giusto.

Questo “right content at the right moment” è il lief motif di tutto ciò che riguarda i beacon.

Il proximity marketing sfrutta proprio questo principio: installando i beacon presso ogni punto di interesse all’interno di negozi, showroom, fiere o hotel è possibile offrire al potenziale consumatore informazioni aggiuntive e promozioni relative all’articolo che sta visionando proprio in quel momento.

Rispetto ai tag NFC non è richiesta alcuna interazione alla persona che si avvicina all’oggetto; basta possedere uno smartphone (iPhone, ma anche dispositivi Android) con un’applicazione installata. Non solo: con iOS8 e le ultime versioni di Android il device rileva la presenza del beacon e suggerisce all’utente di scaricare l’applicazione dedicata.

E così, quando entrerete in un supermercato, la vostra applicazione potrebbe ricordarvi che a casa vi manca il caffè che si trova proprio a pochi metri da voi, o vi potrebbe indicare che, date le vostre ultime spese in determinati settori merceologici, su questi acquisti otterrete uno sconto del 10%.

Ma non è finita: mai come oggi la parola d’ordine è misurare.
Gli analytics sono uno degli strumenti più importanti del web, perché ci permettono di misurare il comportamento degli utenti: quante volte entrano nel sito, da dove arrivano, quanto tempo spendono nella consultazione di una pagina e quali contenuti effettivamente guardano. Riportare questo nel mondo reale è oggi possibile proprio con i beacon: per importanti clienti leader nel retail e nella grande distribuzione stiamo sviluppando dei sistemi di raccolta e clustering di dati relativi ai  movimenti degli utenti. Proprio come sta accadendo al Muse grazie a EXplora MUseum, dove misuriamo i tracciati degli utenti all’interno degli spazi commerciali, quanti ingressi e uscite compiono in determinate fasce orarie, quanto tempo si soffermano in determinate aree e le zone di maggior afflusso.

Tutto avviene in modo aggregato, nel rispetto della privacy. La profilazione ottenuta dall’applicazione ci permette inoltre di clusterizzare i dati per capire effettivamente quali tipologie di utenti compiono determinate azioni.

Altre applicazioni, in via sperimentale, riguardano il wearable: stiamo testando il settore dell’antiinfortunistica per poter dotare i caschi e le scarpe degli operai che accedono a una zona a rischio del cantiere senza indossare l’attrezzatura.

Insomma, ne vedrete delle belle; se però volete toccare con mano da subito questa tecnologia, andate al Museo delle Scienze di Trento e noleggiate EXplora Muse: sarà una visita indimenticabile!